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Laser frazionale: cinque anni di successi
Dott. Mario Sannino, Dott. Giovanni Cannarozzo | 05 marzo 2014 - 11:33 | 0 Commenti
 

Prof. Cannarozzo, come è cambiata la dermatologia dopo le continue innovazioni in laserterapia? 
I sistemi laser sono ormai diventati strumenti indispensabili nel campo della Dermatologia ed in quello della Medicina Estetica. Il laser a biossido di carbonio (CO2) è stato, negli ultimi 30 anni, ampiamente utilizzato in dermo-chirurgia ed è ormai riconosciuto come il gold standard per la vaporizzazione di lesioni dei tessuti molli. 
Negli ultimi dieci anni, una crescente domanda di trattamenti mirati al ringiovanimento cutaneo e alla correzione delle cicatrici post-acneiche ha stimolato la ricerca tecnologica a realizzare sistemi laser CO2 sempre più sofisticati ed affidabili, tanto da rendere questo tipo di interventi estetici sicuri ed efficaci.
 
Prof. Sannino, quali sono i punti di forza del laser CO2?
In particolare, il CO2 a 10600 nm non è soltanto il laser più utilizzato nella chirurgia dermatologica, ma ha anche dimostrato la sua efficacia nel trattamento di molti inestetismi cutanei. Il resurfacing ablativo con sorgenti a CO2 rappresenta la soluzione migliore per trattare il photoaging del volto. A questa metodica sono comunque associati tempi di guarigione prolungati, eritema persistente, eventuali pigmentazioni post-infiammatorie, possibili cicatrici atrofiche e complicanze infettive (batteriche e virali).
Del resto, il miglioramento clinico ottenuto grazie all’ablazione, alla contrazione ed al ritensionamento delle fibre collagene del derma con successiva neocollagenogenesi, ha indirizzato la ricerca verso metodiche e tecnologie in grado di ottenere risultati simili riducendo al tempo stesso il down-time e gli effetti collaterali. Infatti l’uso della tecnica laser CO2 frazionale microablativa permette tempi di guarigione ridotti e minori effetti collaterali. L’ultima sfida tecnologica introdotta in queste sorgenti è stata la diversificazione nella scelta di impulsi con caratteristiche diverse (termici o ablativi), che si  rivelano utili ed efficaci per trattare lesioni o inestetismi di tipo diverso.
 
Prof. Cannarozzo, oltre al fotoinvecchiamento, quali sono le altre indicazioni?
Appare evidente che le numerose combinazioni possibili fra i parametri operativi sopra citati consentono di ottenere effetti diversi e di trattare quindi vari aspetti del fotoinvecchiamento. La versatilità del sistema ci spinge a ricercare risultati anche nel trattamento delle cicatrici post-acneiche. Recenti studi istologici documentano la velocità di riparazione epidermica con chiusura dei punti di penetrazione nel giro di 24 - 48 ore e con normalizzazione dei tessuti in sette giorni. 
Studi immunoistochimici documentano come il danno termico mirato possa influenzare i fattori che regolano i processi fibrogenetici e, quindi, la formazione e riorganizzazione di nuovo collagene. La riepitelizzazione in seconda giornata con ripristino della barriera epidermica consente ai pazienti un rapido ritorno alle normali attività. 
Notevolmente ridotte le complicanze infettive e post-infiammatorie rispetto al trattamento standard. 
Con questa metodica, vari effetti biologici possono essere indotti nel tessuto che va incontro ad una  progressiva naturale rigenerazione con evidente miglioramento della consistenza, del tono cutaneo e della texture epidermica. Attualmente, i dispositivi che uniscono in un unico strumento l’effetto della radiofrequenza bipolare a sorgenti laser sono quindi in grado di trattare sia lesioni che richiedono ablazione chirurgica (cheratosi seborroiche, xantelasmi, verruche, correzione del rinofima ecc.) sia inestetismi (rughe fini, alterazioni della texture, pigmentazioni superficiali ed esiti post-acneici), che possono essere migliorati con netta riduzione dei tempi di guarigione.
 
La vostra esperienza sul campo è ben nota. Qual’è il suo parere, Prof. Sannino, sulla base degli interventi effettuati negli ultimi anni?
Cinque anni di esperienza documentano i buoni risultati che si possono ottenere con questa metodica, soprattutto se i trattamenti sono ripetuti due/tre volte ogni anno (sia nel senso del fotoringiovanimento che nel trattamento delle cicatrici). L’impiego di questa terapia, laser CO2 frazionale con RF bipolare, potrà trovare indicazione in patologie ed inestetismi di difficile approccio come le smagliature atrofiche, le anetodermie e le ipotrofie del tessuto sottocutaneo. In uno studio recente 30 pazienti, ventidue donne e otto uomini, con un età media di 52,5 anni (range 30-75 anni),  sono stati trattati nel nostro servizio ambulatoriale utilizzando laser CO2 frazionale microablativo associato a radiofrequenza bipolare. 
Questi pazienti mostravano le caratteristiche tipiche dell’invecchiamento del volto tra cui rughe, solchi di espressione, pori dilatati, lassità cutanea ed iperpigmentazioni superficiali gialle/grigie. Sono state trattate anche lesioni cicatriziali post-acneiche (rolling,ice pick,box car). 
 
Prof. Cannarozzo quali sono stati i risultati ottenuti? 
Tutti i pazienti hanno mostrato un miglioramento globale della texture cutanea, netta riduzione delle linee sottili, attenuazione delle rughe, correzione della  dilatazione dei pori e delle discromie. 10 pazienti hanno ottenuto un netto miglioramento, 12 pazienti  un moderato miglioramento, 5 pazienti un lieve miglioramento e 3 pazienti uno scarso o nessun miglioramento. 
Nonostante alcuni effetti collaterali prevedibili come arrossamento, gonfiore, formazione di crosticine puntiformi, lieve prurito e modesto disagio, non si sono manifestati gravi effetti avversi (es. iperpigmentazione, ipopigmentazione, vescicolazioni, cicatrici, atrofie o sovrainfezioni) in nessuno dei pazienti trattati.
 
Prof. Sannino, per concludere, qual è il grado di efficacia della laserterapia nel foto ringiovanimento?
Nella nostra esperienza, la tecnologia laser CO2 frazionale associata a radiofrequenza bipolare si è dimostrata una metodica efficace e sicura, permettendoci di ottenere risultati soddisfacenti con brevi tempi di recupero e scarsi effetti collaterali. La metodica può essere quindi considerata come una valida risposta tecnologica alla sempre maggiore richiesta di risultati correlati, però, a ridotti tempi di guarigione. In conclusione i risultati ottenuti, documentati con precise valutazioni cliniche e strumentali, suggeriscono che il resurfacing con laser CO2 frazionale integrato con radiofrequenza bipolare è un trattamento efficace nel migliorare vari gradi di fotodanneggiamento o esiti cicatriziali garantendo al tempo stesso una sensibile riduzione dei tempi di guarigione.
 
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